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Le cooperative Iter e Il Ponte aprono in via Benacense il primo appartamento dove alcuni disabili vivranno in autonomia. di Luca Marsilli 

5 ottobre 2018

 

Era l’occasione per presentare un nuovo servizio e, al tempo stesso, di “agganciare” chi si propone per governare il Trentino nei prossimi anni e far conoscere loro la realtà della cooperazione sociale. Una realtà non solo preziosa per il lavoro che svolge, ma molto significativa anche nei numeri, con le sue 50 cooperative associate in Consolida, 4400 lavoratori 1800 dei quali svantaggiati, più di 1000 volontari e 5500 soci.

Di candidati in via Benacense se ne sono visti pochini, e i due presenti forse erano già “sensibilizzati”, ma questo non cambia nulla. Soprattutto dal punto di vista del valore del nuovo progetto che è stato presentato, sotto il titolo di “Io domani”. Si propone di rovesciare almeno in parte la logica del “Dopo di noi”, che ha trovato recentemente anche un inquadramento normativo, e di dare non solo un futuro ma anche un presente al massimo livello di autonomia alle persone con diversi tipi e gradi di disabilità.

A Rovereto questa proposta è messa in campo assieme dalle cooperative Iter e Il Ponte. Che grazie al finanziamento provinciale (sono soldi che arrivano dal “fondo vitalizi”), al sostegno economico di Dolomiti Energia e al proprio lavoro, hanno allestito in via Benacense un alloggio destinato ad ospitare un primo nucleo di disabili. Tre o quattro persone, scelte tra coloro che già lavorano assieme ed hanno quindi familiarità, che vivranno in un alloggio con una presenza sempre meno assidua di operatori specializzati. Condivideranno la quotidianità del vivere, sia in casa che nelle dinamiche del rione, sperimentando e accrescendo la propria autonomia.

Non sempre, ma dal giovedì alla domenica, in modo da muoversi sia nelle dinamiche del giorno lavorativo che in quella del tempo libero. Ovviamente il progetto è concordato e seguito dalle famiglie. L’obiettivo è formarli, nel tempo che sarà necessario, per una vita ancora più autonoma: una convivenza in un normale appartamento, con l’appoggio solo quando strettamente necessario di strutture ed operatori. Dare loro un domani autonomo, con un gesto di coraggio ma anche di fiducia, perché nulla delle capacità di queste persone vada sprecato ma anzi, si incanali nella costruzione di una vita di cui si possano sentire protagonisti. È solo una delle tante risposte che le cooperative sociali danno a Rovereto ai problemi legati alla disabilità, ma è nuova e guarda avanti: le parole chiave sono identità, inclusione, positività. Ogni tanto fa bene anche solo sentirle pronunciare.

 

Articolo tratto dal quotidiano ‘Trentino’.

Grazie per essere stati bene nella giornata ‘St_Azione Accoglienza’, grazie a chi ha organizzato una logistica pazzesca, grazie a chi ha preparato la merenda e poi l'aperitivo, grazie a chi ha pensato e poi realizzato i tanti laboratori.

E inoltre a  chi ha suonato, ballato e cantato, a chi ha coinvolto gli amici, per chi ha portato ospiti/utenti/parenti.

Grazie davvero per aver dato la possibilità a tutti di vedere il volto bello di Rovereto, quello fatto di persone che si impegnano prima ancor di lamentarsi, che provano ad aver fiducia prima di provare sospetto, che si mettono in gioco per cercare di capire la complessità invece di arrendersi a facili semplificazioni, che cercano insieme soluzioni e futuri possibili, grazie a chi dimostra ogni giorno che il cuore è ancora un motore importante.

I ragazzi della cooperativa ITER sono stati i protagonisti della seconda giornata di Trentino Sport Days che gli ha visti attivi in rete con altri soggetti a conclusione di un progetto ‘Sport Libera Tutti’.

Nato con lo scopo di rendere lo sport “un’opportunità per tutti, alla portata di tutti”, l’edizione 2018 di Sport Libera Tutti si è chiusa sabato 29 settembre con l’attiva partecipazione dei suoi attori più importanti.

60 ragazzi provenienti dalle cooperative sociali GSH di Cles, CS4 di Pergine Valsugana, Eliodoro di Riva del Garda, Bucaneve di Storo, Iter di Rovereto e Guardini di Rovereto hanno infatti partecipato al torneo conclusivo del percorso di avvicinamento alla pallacanestro, che li ha visti coinvolti già dal mese di marzo.

Un percorso pensato per andare verso uno sport più aperto e accessibile. E’ stata coinvolta la F.I.P. (Federazione Italiana Pallacanestro – Comitato di Trento) in un percorso a tappe fatto di sport, amicizia e divertimento.

Il progetto è suddiviso su due percorsi, uno avanzato dove i ragazzi con discrete capacità cognitive e motorie imparano i fondamentali di base del basket e un percorso basic con caratteristiche più ludiche. Durante il Trentino Sport Days, i partecipanti della prima edizione di Sport Libera Tutti hanno poi preso parte ad un torneo a squadre con premiazione finale.

A premiare il loro impegno ed entusiasmo, i rappresentanti delle realtà che hanno reso materialmente possibile l’iniziativa: la Presidente del Coni di Trento Paola Mora, il Direttore di Riva del Garda Fierecongressi Giovanni Laezza, il Presidente della F.I.P. (Federazione Italiana Pallacanestro) Mauro Pederzolli, il Presidente del C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) Massimo Bernardoni, la Presidente della F.I.S.D.I.R. (Federazione Italiana Sport Paralimpici Degli Intellettivo Relazionali) Simonetta Mutinelli e alcuni testimonial tra cui la società di basket in carrozzina Albatros di Trento.

Ti invitiamo a vedere l'album delle fotografie.

Emozioni vere camminando sulla Ponale lo scorso venerdì  7 settembre.

Con il progetto Trekking abbiamo potuto passeggiare insieme sulla strada del Ponale che era l’unico collegamento tra la Valle di Ledro e Riva del Garda prima della costruzione del tunnel.

Abbiamo scoperto che la strada del Ponale è stata messa in sicurezza e convertita in sentiero dopo l'abbandono nel 1990. E' stata nuovamente aperta al pubblico nel 2004. Il percorso è intitolato a Giacomo Cis.

Grazie a tutti per la compagnia e ai nostri sostenitori!

Musica, musica per tutti ! L’ultimo giovedì di agosto il Progetto Itinerari di ITER è arrivato a Roncegno per vedere la mostra con oltre 600 strumenti musicali popolari. Il Museo degli strumenti musicali di Roncegno Terme nasce dal progetto del Coro San Osvaldo.

L'attività del Museo ha avuto inizio nel 2011 e ad oggi occupa tutta la canonica di S. Brigida.

Gli strumenti esposti sono accomunati dalla fabbricazione artigianale: fini decori realizzati a mano, materiali locali ed in alcuni casi materiali del tutto naturali. 

All'esterno dell'area museale sorge uno splendido parco con vista sulla valle. 5 aree tematiche in cui i suoni entrano in simbiosi con la natura.

Ci siamo divertiti girando tra il frutteto, il giardino fiorito, il giardino musicale e le erbe aromatiche con vicino il roseto.

Aria fresca e giornata perfetta. L’occasione di andare a trovare il nostro amico Nicola Stefanati, in pausa nella casa di montagna di Bordala, ci ha portati a trascorrere una felice giornata con pranzo offerto da mamma Cinzia e papà Silvano.

Un laboratorio piacevole per dipingere magliette speciali con l’ausilio di stampi autocostruiti con la frutta e verdure. Buona estate a tutti!

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