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Intervista a cura della redazione

Impegnato nei lavori di legatoria e attento alle varie lavorazioni, il volontario Bruno Pellizzari ci accompagna da anni e con lui abbiamo scambiato due chiacchere.

Da quando sei in Iter e come ti sei avvicinato?

La mia partecipazione a Iter è partita in Via Calcinari, nella vecchia sede, e seguivo con un paio d’ore di lavoro la sera per la produzioni in corso.
Quando si sono trasferiti in Via Lungo Leno nel 1988 ho seguito l’avventura di Iter. Era proprio l’anno in cui sono andato in pensione e sono rimasto qui mattino e sera, fin che le forze mi accompagnano.  Ora che sono in pensione e ho piacere di mettere a disposizione le mie capacità.
In questo ultimo periodo sono stato un po’ ammalato, sono caduto in bicicletta e sono stato operato alla retina. Adesso sono guarito e sabato arriva anche per me la pausa al mare.

Cosa significa donare del tempo?

Per me donare del tempo significa esprimersi in un ambiente sereno e collaborativo. Come in passato si è deciso di fare delle gite importanti con tutti i ragazzi della cooperativa a Roma e noi volontari accompagnatori.
Con mia moglie Giovanna ho seguito attività anche di tipo più semplice come la piegatura, l’incollatura e l’assemblaggio delle varie lavorazioni che negli anni sono passate in Iter.  Con attenzione a condividere e chiaccherare con i ragazzi ospitati in Iter.

Quali sono le lavorazioni di cui ti occupi?

Io ho sempre seguito il settore della legatoria e in particolare la produzione di scatole e rilegature.  Grazie all’insegnamento del maestro Tassi ho imparato a rilegare i libri con le tecniche più diffuse. Mi sono appassionato e ho cercato di dare il mio contributo migliore in questo servizio. La mia passione è sistemare libri storici che richiedono intervento delicato e una sistemazione delle pagine con molta cura.
Realizzare una bella opera con pazienza è per me una soddisfazione importante.

 

Ogni martedì un gruppo di utenti fa visita al mercato, passeggia tra le bancarelle, scambia qualche parola con i commercianti.
Un modo per mantenere il legame con il territorio e aiutare i ragazzi a interagire anche in contesti diversi da quelli della cooperativa.

Nelle foto il momento in cui  sono state volantinate le cartoline della campagna per il 5 per mille. Bravi ragazzi!

A cura della redazione IterNews

Interesse e curiosità ha suscitato la visita alla mostra ‘Le opere di un genio roveretano’ dedicata ad pensatore Antonio Rosmini allestita presso Palazzo Poja. Una mostra bibliografica che coglie il pensiero e il legame con la sua città. Fondatore di vari Istituti e protagonista della vita civile e religiosa del suo tempo.

 La mostra costituisce una rappresentazione originale delle opere del pensiero rosminiano, oltre che un momento fortemente identitario per Rovereto. Abbiamo visto anche il video legato alle principali opere e una sezione curata dal Circolo Culturale.

A cura della redazione IterNews

Il progetto Trekking di ITER ha portato un gruppo di ragazzi al percorso delle scale con partenza dalle Busatte di Torbole.

Un circuito ad anello apprezzato come il bellissimo panorama e la dolce compagnia!

A cura della redazione IterNews

 

Nasce ‘Naturaliter’, l’orto sociale della cooperativa Iter collocato in Via Driopozzo nel quartiere Brione.
Questa idea vuole rispondere a un doppio bisogno di socialità e attività all’aperto finalizzata alle piccole produzioni e nel contempo creare sinergia con il quartiere Brione con una finestra di volontariato attivo.

Il primo terrazzamento dell’area dedicata agli orti è stato concesso dal Comune di Rovereto a Iter grazie a una convenzione stipulata a fine 2018 che comprende la fornitura di acqua per l’irrigazione e la gestione ordinaria dello spazio. A questo si aggiunge uno spazio di deposito attrezzi e un comodo bagno con i servizi disponibili.
I ragazzi che vengono coinvolti a turno devono occuparsi – con l’aiuto dei volontari – sia della preparazione del terreno, della semina, della raccolta dei frutti e del giardinaggio per la sistemazione dell'orto.

A cura della redazione IterNews

 

 

Progetto Itinerari è arrivato giovedì 20 giugno al MAS - Museo Arti e Mestieri a Fai della Paganella.

Un museo tipico Trentino, molto ben curato. Di recente inaugurazione nel 2015, il Museo è stato allestito nei suggestivi avvolti di tre edifici della frazione.

Il percorso, guidato via via dagli aromi di fieno, insaccati e latticini, comincia con gli oggetti relativi all’allevamento del bestiame posti in una piccola stalla che conserva la mangiatoria e il condotto del fieno.

Abbiamo proseguito con la visita agli strumenti utilizzati un tempo per lavorare i campi, quindi con quelli utilizzati nella filiera dei cereali. Seguono il vòlt dedicato alla conservazione degli alimenti e quello in cui sono esposti segoni, bròz e slitte impiegati per il taglio e il trasporto del legname.

Negli avvolti di un secondo edificio vengono ricordati i mestieri del casaro, del falegname e dello scalpellino.

Infine, nell’ultima parte dell’itinerario, abbiamo scoperto un ricordo alla vocazione turistica del paese, collegato un tempo a Zambana Vecchia tramite una funivia.

Grazie agli accompagnatori e ai volontari presenti.

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