BAGS Iter: incontro di "saperi"

 

Mani sapienti, depositarie di conoscenze che si tramandano da tre generazioni; giovani mani, che conoscono la precisione e la pazienza. È dall’incontro di queste due abilità che sono nate le “Bags” di Iter, borse realizzate con teloni pubblicitari, vele dei windsurf dismesse, stoffe ricercate nelle trame e nei colori. Oggetti unici, lavorati con cura, rifiniti con tracolle e manici ricavati dalle cinture di sicurezza delle auto. Da una parte i saperi di uno storico laboratorio, “Pelletteria Dalbosco” di Borgo Sacco, dall’altra la meticolosità dei ragazzi della cooperativa sociale Iter.

Nel team ognuno ha il suo compito: i ragazzi lavano i materiali di recuperano, tagliano teloni e stoffe, secondo i modelli delle quattro linee proposte, e creano dei veri e propri in kit;  il laboratorio artigianale assembla con cura, valorizzando il lavoro preparatorio.  

“Ci ha fatto davvero piacere la proposta della cooperativa e ci è piaciuto lo spirito dell’iniziativa che riconosce del lavoro artigiano fatto di prodotti, proprio perché artigianali, unici e irripetibili” ci ha raccontato Colette Dalbosco che ha raccolto l’eredità del padre Fulvio, ancora operativo, e del nonno Ettore. Il negozio laboratorio è situato in un edificio ricavato dall’antica chiesa di San Romedio, bombardata durante la seconda guerra mondiale. “Dell’edificio sacro, dove si fermavano i viandanti a riposare, è rimasto solo un piccolo bagno; il resto è stato costruito 50 anni fa quando mio nonno acquistò l’immobile e cominciò a lavoraci con mio padre come calzolaio”. Dalle scarpe alla lavorazione del pellame il passaggio è stato naturale. “La richiesta di borse, borsette, portafogli e cinture su misura non ha mai conosciuto veramente la crisi, mentre sulle riparazioni, che oggi vanno per la maggiore, tra il 1985 e il 2000, quando il negozio era più grande, la richiesta era calata notevolmente”. Con la crisi è invece ritornato in auge il “recupero”. “Il bello delle riparazioni è che dietro ogni oggetto c’è una storia e le persone ci tengono a raccontartela; è un modo per farti capire l’importanza che l’oggetto ha per loro”. Quante storie Colette e suo padre hanno ascoltato in questi anni, storie intrise di ricordi, di esperienze e di gioie o storie velate da una sottile malinconia.

“Questo non è un lavoro che si paga a ore, ci deve essere la passione. La gioia del cliente che ha recuperato un oggetto carico di ricordi ci gratifica e la consideriamo parte del compenso”, ci ha detto Colette.

“Collaborazioni come quella con la pelletteria Dalbosco, per i ragazzi, sono sia preziose occasione di crescita professionale sia la possibilità di veder valorizzato e apprezzato il loro lavoro”, ci ha detto Paolo Mazzurana, direttore di Iter.

E lavorando assieme nascono anche nuove idee come la linea “Winter Bags” borse rifinite con stoffe dai colori caldi e dalle trame tipicamente “invernali”, esposte nel negozio-laboratorio “Nepiùnemeno” in centro città a Rovereto.

Collaborazioni